28 maggio 2014

Echinococcosi negli ovini, un vaccino per combatterla

Dai dati del Cenre (Centro Nazionale di Referenza per l’Echinococcosi), dell’Istituto Zooprofilattico della Sardegna, l’Echinococcosi nell’isola colpisce l'uomo quasi sette volte più che nella penisola. L'analisi dei dati relativi ai ricoveri ospedalieri degli ultimi dieci anni ha evidenziato che ogni anno in Sardegna si verificano 7,6 casi ogni 100.000 abitanti, a fronte di una media nazionale di 1,7 casi per 100.000.
La Sardegna, con circa 11.000 allevamenti ovini, rappresenta un serbatoio importante per il mantenimento del ciclo del parassita. In un recente studio epidemiologico condotto dal Centro di referenza dell'Istituto zooprofilattico, infatti, è emerso che il 95% degli allevamenti sono risultati positivi per l'echinococcosi con il 49% dei capi infestati.
Contro l'echinococcosi cistica in campo un piano di intervento che preveda l'uso di un vaccino per gli ovini che rappresentano gli ospiti intermedi e che viene già ampiamente utilizzato in Australia, Nuova Zelanda, Cina e Sud America. Si tratta di una profilassi di nuova generazione che, sicuramente, rappresenta un innovativo strumento efficace di lotta contro questa zoonosi e rafforzerebbe le strategie attualmente a disposizione

Fonte: http://www.izs-sardegna.it/

USA: gli otto cibi che consumati crudi sono ritenuti più a rischio

Negli Stati Uniti, la diffusione della tendenza a consumare cibo crudo, perché ritenuto più sano e nutriente, sta sollevando preoccupazioni da parte del mondo sanitario. Questi alimenti possono contenere agenti patogeni, che vengono distrutti solo dal calore della cottura. Utilizzando la banca dati online dei Centers for Disease Control (CDC), il Washington Post ha pubblicato una tabella con gli otto alimenti a maggior rischio, se consumati crudi o poco cotti. 
La tabella si riferisce al periodo 1998-2011 e riporta, per ogni alimento, gli agenti patogeni riscontrati, i focolai d’intossicazione alimentare registrati, il numero delle persone che si sono ammalate, di quelle ricoverate in ospedale e di quelle decedute. Per ogni cibo viene anche suggerita una soluzione per prevenire o evitare il problema.
1)   Latte crudo: E. coli O157:H7, Campylobacter, Salmonella e Listeria; 102 focolai d’intossicazione alimentare; 1606 persone ammalate con 92 ricoveri. (Suggerimento: pastorizzazione);
2)   Formaggi freschi a base di latte crudo: Listeria; 15 focolai d’intossicazione alimentare; 191 ammalati, 48 ricoverati e 2 morti. (Suggerimento: consumare solo quelli prodotti con latte pastorizzato);
3)   Uova crude o poco cotte: Salmonella; 110 focolai d’intossicazione alimentare; 4.246 ammalati, 190 ricoveri e 1 decesso. (Suggerimento: utilizzare uova pastorizzate negli alimenti che non verranno cotti);
4)   Carne macinata cruda o poco cotta: E. coli O157:H7 e Salmonella; 320 focolai d’intossicazione alimentare; almeno 3.585 malati, 457 ricoveri e 8 morti. (Suggerimento: cuocere fino a quando la temperatura interna raggiunge i 71° C);
5)   Ostriche: Vibrio vulnificus e Vibrio parahamolyticus; 124 focolai d’intossicazione alimentare; 1401 persone malate con 40 ricoveri. (Suggerimento: la pastorizzazione ad alta pressione mantiene le ostriche vivo ma uccide i batteri. Cuocere fino a che si aprono i gusci e scartare le ostriche che rimangono chiuse);
6)   Frutta con guscio: Salmonella, E. coli O157:H7; 14 focolai d’intossicazione alimentare; 1.700 malati, 314 ricoveri e 10 decessi. (Suggerimento: pastorizzazione, la tostare, scottare o bollire);
7)   Spinaci:  E. coli O157:H7; 5 focolai d’intossicazione alimentare; 302 malati, 113 ricoveri e 6 decessi. (Suggerimento: acquistare spinaci non tagliati. Lavare accuratamente prima di tagliare perché E. coli, se presente, può essere intrappolato all’interno delle foglie al momento del taglio. Cuocere prima di mangiare);
8)   Semi germogliati: E. coli O157:H7; 43 focolai d’intossicazione alimentare; 1.384 malati, 135 ricoveri e 1 decesso. (Suggerimento: irradiare con raggi gamma i semi prima che germoglino. Cuocere i germogli

Fonte: http://www.alimenti-salute.it/notizie.php?idnotizia=908

27 maggio 2014

OMS - Piano strategico per la sicurezza alimentare 2013-2022

L’Oms ha pubblicato il piano strategico per la sicurezza alimentare per gli anni 2013-2022. Il documento fornisce i presupposti  per intervenire sui temi prioritari della sicurezza alimentare e delle zoonosi di origine alimentare e prende in esame la sicurezza alimentare in tutti i suoi aspetti, a partire dall’approccio “dal campo alla tavola”.L’OMS individua 3 direzioni strategiche, connesse le une alle altre ed articolate in obiettivi e attività dettagliate, per realizzare la missione generale di ridurre l’incidenza delle malattie di origine alimentare, per rafforzare la sicurezza sanitaria e per garantire lo sviluppo sostenibile dei Paesi Membri:
1) fornire le basi scientifiche per le misure da prendere lungo tutta la catena alimentare al fine di ridurre i rischi sanitari di origine alimentare;
2) migliorare la collaborazione multisettoriale e multidisciplinare a livello nazionale ed internazionale
3) fornire assistenza per favorire lo sviluppo e il rafforzamento dei sistemi nazionali per la sicurezza alimentare basati sull’analisi del rischio.
Il piano decennale sarà sottoposto a revisione nel 2018-2019.

Fonte: www.who.int

Ritiri e rischi alimentari in Europa: il bilancio del primo trimestre 2014. L’Italia è il paese che fa più segnalazioni e l’ottavo per le irregolarità

La Relazione sul sistema di allerta alimentare europeo (Rapid Alert System for food and feed, RASFF) relativa al primo trimestre 2014, con le sue 787 notifiche, evidenzia un buon livello del sistema di controllo comunitario che ha consentito di individuare e togliere tempestivamente dal mercato prodotti non idonei al consumo e mangimi destinati agli animali.
Negli ultimi 15 anni c’è stato un progressivo potenziamento del RASFF che ha portato ad un incremento delle segnalazioni fino al 2011 (474 nel 2000, 2.625 nel 2004 e 3.721 nel 2011). Dal 2012, invece, il numero delle segnalazioni è in diminuzione  (3.436 nel 2012 , 3.136 nel 2013, 787 nel primo trimestre del 2014).
Da sempre l’Italia si conferma al primo posto fra i paesi che segnalano le irregolarità (135 nel primo trimestre del 2014, 97 Germania e 84 Regno Unito) mentre si è collocata all’ottavo posto fra i paesi che vengono segnalati perché esportano prodotti irregolari segnalati al Rasff.
I principali problemi sono stati riscontrati nei prodotti della pesca (136 notifiche) seguiti dalle partite di frutta e vegetali (110 notifiche) e da problematiche microbiologiche (191 non conformità), prevalentemente dovute a Salmonella, Norovirus, E. Coli e Listeria monocytogenes. Tra i contaminanti chimici le maggiori irregolarità riguardano le micotossine e i residui di pesticidi. Rispetto al primo trimestre 2013 sono in aumento le irregolarità per i mangimi destinati agli allevamenti e i materiali destinati a venire a contatto con gli alimenti.

22 febbraio 2014

EFSA ed ECDC pubblicano il report 2012 sulle zoonosi ed i focolai di malattia a trasmissione alimentare in Europa

L’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) in collaborazione con il Centro Europeo per il Controllo Malattie (ECDC) ha pubblicato il Report annuale 2012 sulle zoonosi e i focolai di malattia a trasmissione alimentare in Europa. Il report, relativo ai dati trasmessi dai Paesi Membri dell'Unione Europea e da 3 Paesi non-membri (Islanda, Norvegia e Svizzera), fornisce informazioni relative al riscontro di agenti patogeni negli alimenti, negli animali e nell'uomo.
Nel report sono considerati: Campylobacter, Salmonella, Listeria, tubercolosi causata da Micobacterium bovis, Escherichia coli verocitotossici, Brucella, Trichinella, Toxoplasma, Rabbia, Febbre Q e virus West Nile.
Nel 2012 per la prima volta in cinque anni i casi umani di campilobatteriosi sono leggermente diminuiti anche se questa rimane la malattia zoonotica più frequentemente segnalata con 214.000 casi. E', quindi, prematuro affermare che si tratti dell'inizio di una tendenza di decremento. Campylobacter è stato più frequentemente isolato nella carne di pollame. 
I casi di salmonellosi hanno continuato a diminuire (91.034 casi) confermando per il settimo anno consecutivo un andamento decrescente. Questo risultato positivo è da attribuire principalmente al successo dei programmi di controllo di Salmonella nel pollame, messi in atto dai Paesi UE e dalla Commisione Europea.
Negli ultimi cinque anni le segnalazioni di listeriosi sono in crescita con 1.642 casi (10,5% in più rispetto al 2011). L'incidenza è più alta negli anziani oltre i 74 anni. Listeria monocytogenes è stata riscontrata più frequentemente nei prodotti a base di carne e di pesce, come pesce affumicato e salumi affettati.

18 febbraio 2014

World Health Day 2014 - Le malattie da vettore

La giornata mondiale della salute, celebrata il 7 aprile in occasione dell'anniversario della fondazione dell'Oms che risale al 1948, viene dedicata ogni anno ad un diverso tema di interesse prioritario per la sanità pubblica.
Quest'anno il tema selezionato sono le malattie da vettore: l'attenzione sarà focalizzata sui vettori più noti, come zanzare, flebotomi, cimici e zecche, responsabili della trasmissione di un ampia gamma di parassiti e agenti patogeni in grado di infettare uomini e animali.

Fonte: http://www.who.int/campaigns/world-health day/2014/en/index.html

Rapporto epidemiologico ECDC 2013

L'ECDC ha pubblicato l'"Annual Epidemiological Report 2013" nell'ambito della sorveglianza delle malattie nei Paesi dell'Unione Europea Liechtenstein, Islanda e Norvegia. Il documento prende in esame  più di 50 malattie e agenti patogeni, fra cui le food borne disease, le malattie da vettore, fenomeni di antibioticoresistenza.
 
Fonte: ECDC

16 febbraio 2014

Report 2012 Enternet - Isolamento enteropatogeni nella Regione Marche

Il  Centro di Riferimento della Regione Marche per la sorveglianza delle infezioni da batteri enteropatogeni - Laboratorio di Macerata, ha pubblicato i dati relativi agli isolamenti di batteri enteropatogeni effettuati da casi clinici umani, da animali, da alimenti e da ambiente nell'anno 2012 nella Regione Marche. Tale report è consultabile nel sito della rivista on-line Sanità Pubblica e Veterinaria 

3 settembre 2013

West Nile Virus, prevenzione e sospensione delle donazioni

Il Centro Nazionale Sangue del Ministero della Salute ha fornito le indicazioni per la prevenzione dell'infezione da West Nile Virus (WNV) mediante trasfusioni. Con la circolare del 24 maggio, vengono aggiornate le misure di sospensione temporanea (28 giorni) dei donatori di sangue e di emocomponenti che abbiano soggiornato anche solo per una notte nei luoghi indicati nel periodo dal 01 luglio al 30 novembre 2013: la restrizione riguarda le provincia di Treviso, Venezia, Matera, tutte le province del Friuli Venezia Giulia e tutte le province della Sardegna. Per i residenti donatori si applica il NAT testing. Altre restrizioni alla donazione sono a carico dei cittadini donatori che abbiano soggiornato all'estero - anche solo per una notte - in alcuni Paesi elencati nella circolare. I dati di sorveglianza epidemiologica dei casi umani di malattia da WNV, raccolti nella stagione estivo-autunnale 2012, hanno messo in evidenza una importante circolazione virale in questi territori, dove si sono registrati 39 casi confermati di malattia, di cui 30 nel solo Veneto. Il Centro Nazionale Sangue invita le strutture regionali per le attività trasfusionali e le strutture regionali di sanità pubblica a mantenere "stretti rapporti di comunicazione in merito agli esiti delle misure di sorveglianza (entomologica, veterinaria e umana) della circolazione del Virus, per intercettare tempestivamente un eventuale innalzamento del livello di rischio per la trasmissione trasfusionale e consentire il conseguente aggiornamento in tempo reale delle misure per la sua prevenzione.
Per la stagione estivo-autunnale del 2013, il Centro adotta una linea di intervento basata sulla sorveglianza dei donatori, conformemente al documento "West NIle Virus and blood safety: introduction to a preparedness Plan in Europe".

http://www.centronazionalesangue.it/content/circolare-24-maggio-2013-centro-nazionale-sangue

West Nile Virus in USA: i dati del 2012

I CDC Americani hanno pubblicato i dati definitivi relativi ai casi segnalati di West Nile Virus  negli Stati Uniti nell’anno  2012. Nel corso dell’anno in tutti i 48 stati contigui, il Distretto della Columbia e Porto Rico è stato isolato il virus in persone, uccelli o zanzare. I casi umani sono stati  5674 casi, con 286 decessi. Il 51% dei casi (2.873) sono stati classificati come malattia neuro invasiva (meningite o encefalite) ed i restanti casi (49% - 2801) sono stati classificati come non-neuroinvasive. L’anno 2012 ha avuto il più alto numero di casi segnalati e di decessi  dal 2003 (il numero massimo di decessi è stato registrato nel 1999). Il 62% di tutti i casi segnalati è stato rilevato in California, Louisiana, Michigan, Mississippi, Oklahoma, South Dakota e Texas. Il Texas ha avuto, da solo, il 33% (1877) di tutti segnalati casi di WNV dell’anno  2012.
Fonte: ProMed-mail 15 maggio 2013