9 luglio 2014
Report 2013 Enternet - Isolamento Enteropatogeni nella regione Marche
Il Centro di Riferimento della Regione Marche per la sorveglianza delle infezioni da batteri enteropatogeni - Laboratorio di Macerata, ha pubblicato i dati relativi agli isolamenti di batteri enteropatogeni effettuati da casi clinici umani, da animali, da alimenti e da ambiente nell'anno 2013 nella Regione Marche. Il report è consultabile all'indirizzo: www.spvet.it/corrente/webzine/592.html
28 maggio 2014
Epatite A: EFSA ed ECDC forniscono un aggiornamento della propria valutazione rapida del focolaio infettivo
Da Gennaio 2013 ad oggi, sono stati segnalati oltre 1 300 casi di Epatite
A in undici Stati Membri con 240 casi confermati collegati al focolaio in atto.
Inizialmente il focolaio è stato associato con persone che avevano
effettuato un viaggio in Italia. Tuttavia sette Stati membri, cioè Francia,
Germania, Irlanda, Norvegia, Paesi Bassi, Svezia e Regno Unito hanno riferito
casi di infezioni in persone che non si erano recate in Italia.
Indagini preliminari avevano individuato nei frutti di bosco
surgelati la fonte più probabile dell’infezione. Vengono ora prese in
considerazione altre ipotesi come la contaminazione crociata avvenuta
nell'ambiente di produzione degli alimenti o il fatto che il ceppo responsabile
dell’infezione, benché già diffuso, non fosse stato rilevato.
L'EFSA coordinerà le indagini sulla tracciabilità a monte delle
materie prime, coadiuvata dagli Stati membri interessati, dal Centro Europeo
per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie (ECDC), dalla Commissione
europea e dall'Istituto federale per la valutazione dei rischi (BfR ).
Echinococcosi negli ovini, un vaccino per combatterla
Dai dati del Cenre (Centro Nazionale di Referenza per l’Echinococcosi),
dell’Istituto Zooprofilattico della Sardegna, l’Echinococcosi nell’isola
colpisce l'uomo quasi sette volte più che nella penisola. L'analisi dei dati
relativi ai ricoveri ospedalieri degli ultimi dieci anni ha evidenziato che
ogni anno in Sardegna si verificano 7,6 casi ogni 100.000 abitanti, a fronte di
una media nazionale di 1,7 casi per 100.000.
La Sardegna, con circa 11.000 allevamenti ovini, rappresenta un serbatoio importante per il mantenimento del ciclo del parassita. In un recente studio epidemiologico condotto dal Centro di referenza dell'Istituto zooprofilattico, infatti, è emerso che il 95% degli allevamenti sono risultati positivi per l'echinococcosi con il 49% dei capi infestati.
Contro l'echinococcosi cistica in campo un piano di intervento che preveda l'uso di un vaccino per gli ovini che rappresentano gli ospiti intermedi e che viene già ampiamente utilizzato in Australia, Nuova Zelanda, Cina e Sud America. Si tratta di una profilassi di nuova generazione che, sicuramente, rappresenta un innovativo strumento efficace di lotta contro questa zoonosi e rafforzerebbe le strategie attualmente a disposizione
Fonte: http://www.izs-sardegna.it/
La Sardegna, con circa 11.000 allevamenti ovini, rappresenta un serbatoio importante per il mantenimento del ciclo del parassita. In un recente studio epidemiologico condotto dal Centro di referenza dell'Istituto zooprofilattico, infatti, è emerso che il 95% degli allevamenti sono risultati positivi per l'echinococcosi con il 49% dei capi infestati.
Contro l'echinococcosi cistica in campo un piano di intervento che preveda l'uso di un vaccino per gli ovini che rappresentano gli ospiti intermedi e che viene già ampiamente utilizzato in Australia, Nuova Zelanda, Cina e Sud America. Si tratta di una profilassi di nuova generazione che, sicuramente, rappresenta un innovativo strumento efficace di lotta contro questa zoonosi e rafforzerebbe le strategie attualmente a disposizione
Fonte: http://www.izs-sardegna.it/
USA: gli otto cibi che consumati crudi sono ritenuti più a rischio
Negli Stati Uniti, la diffusione della tendenza a consumare cibo crudo,
perché ritenuto più sano e nutriente, sta sollevando preoccupazioni da parte
del mondo sanitario. Questi alimenti possono contenere agenti patogeni, che
vengono distrutti solo dal calore della cottura. Utilizzando la banca dati
online dei Centers for Disease Control (CDC), il Washington Post ha pubblicato
una tabella con gli otto alimenti a maggior rischio, se consumati crudi o poco
cotti.
La tabella si riferisce al periodo 1998-2011 e riporta, per ogni alimento, gli agenti patogeni riscontrati, i focolai d’intossicazione alimentare registrati, il numero delle persone che si sono ammalate, di quelle ricoverate in ospedale e di quelle decedute. Per ogni cibo viene anche suggerita una soluzione per prevenire o evitare il problema.
Fonte: http://www.alimenti-salute.it/notizie.php?idnotizia=908
La tabella si riferisce al periodo 1998-2011 e riporta, per ogni alimento, gli agenti patogeni riscontrati, i focolai d’intossicazione alimentare registrati, il numero delle persone che si sono ammalate, di quelle ricoverate in ospedale e di quelle decedute. Per ogni cibo viene anche suggerita una soluzione per prevenire o evitare il problema.
1) Latte crudo: E. coli O157:H7, Campylobacter, Salmonella e Listeria; 102 focolai
d’intossicazione alimentare; 1606 persone ammalate con 92 ricoveri.
(Suggerimento: pastorizzazione);
2) Formaggi freschi a base di latte crudo: Listeria; 15 focolai d’intossicazione alimentare; 191
ammalati, 48 ricoverati e 2 morti. (Suggerimento: consumare solo quelli
prodotti con latte pastorizzato);
3) Uova crude o poco cotte: Salmonella; 110 focolai d’intossicazione alimentare;
4.246 ammalati, 190 ricoveri e 1 decesso. (Suggerimento: utilizzare uova
pastorizzate negli alimenti che non verranno cotti);
4) Carne macinata cruda o poco cotta: E. coli O157:H7 e Salmonella; 320 focolai d’intossicazione
alimentare; almeno 3.585 malati, 457 ricoveri e 8 morti. (Suggerimento: cuocere
fino a quando la temperatura interna raggiunge i 71° C);
5) Ostriche: Vibrio vulnificus e Vibrio parahamolyticus; 124 focolai d’intossicazione
alimentare; 1401 persone malate con 40 ricoveri. (Suggerimento: la
pastorizzazione ad alta pressione mantiene le ostriche vivo ma uccide i
batteri. Cuocere fino a che si aprono i gusci e scartare le ostriche che
rimangono chiuse);
6) Frutta con guscio: Salmonella, E. coli O157:H7; 14 focolai d’intossicazione alimentare;
1.700 malati, 314 ricoveri e 10 decessi. (Suggerimento: pastorizzazione, la
tostare, scottare o bollire);
7) Spinaci: E. coli O157:H7; 5 focolai
d’intossicazione alimentare; 302 malati, 113 ricoveri e 6 decessi.
(Suggerimento: acquistare spinaci non tagliati. Lavare accuratamente prima di
tagliare perché E. coli, se presente, può essere intrappolato all’interno delle
foglie al momento del taglio. Cuocere prima di mangiare);
8) Semi germogliati: E. coli O157:H7; 43 focolai d’intossicazione alimentare; 1.384 malati,
135 ricoveri e 1 decesso. (Suggerimento: irradiare con raggi gamma i semi prima
che germoglino. Cuocere i germogli
Fonte: http://www.alimenti-salute.it/notizie.php?idnotizia=908
27 maggio 2014
OMS - Piano strategico per la sicurezza alimentare 2013-2022
L’Oms ha pubblicato il piano strategico per la sicurezza alimentare per gli anni 2013-2022.
Il documento fornisce i presupposti per
intervenire sui temi prioritari della sicurezza alimentare e delle zoonosi di
origine alimentare e prende in esame la sicurezza alimentare in tutti i suoi
aspetti, a partire dall’approccio “dal campo alla tavola”.L’OMS individua 3
direzioni strategiche, connesse le une alle altre ed articolate in obiettivi e
attività dettagliate, per realizzare la missione generale di ridurre
l’incidenza delle malattie di origine alimentare, per rafforzare la sicurezza
sanitaria e per garantire lo sviluppo sostenibile dei Paesi Membri:
1) fornire le basi scientifiche per le misure da prendere lungo tutta la catena alimentare al fine di ridurre i rischi sanitari di origine alimentare;
2) migliorare la collaborazione multisettoriale e multidisciplinare a livello nazionale ed internazionale
3) fornire assistenza per favorire lo sviluppo e il rafforzamento dei sistemi nazionali per la sicurezza alimentare basati sull’analisi del rischio.
1) fornire le basi scientifiche per le misure da prendere lungo tutta la catena alimentare al fine di ridurre i rischi sanitari di origine alimentare;
2) migliorare la collaborazione multisettoriale e multidisciplinare a livello nazionale ed internazionale
3) fornire assistenza per favorire lo sviluppo e il rafforzamento dei sistemi nazionali per la sicurezza alimentare basati sull’analisi del rischio.
Il piano decennale sarà sottoposto a revisione nel 2018-2019.
Fonte: www.who.int
Ritiri e rischi alimentari in Europa: il bilancio del primo trimestre 2014. L’Italia è il paese che fa più segnalazioni e l’ottavo per le irregolarità
La Relazione sul
sistema di allerta alimentare europeo (Rapid Alert System for food and feed, RASFF)
relativa al primo trimestre 2014, con le sue 787 notifiche, evidenzia un buon
livello del sistema di controllo comunitario che ha consentito di individuare e
togliere tempestivamente dal mercato prodotti non idonei al consumo e mangimi
destinati agli animali.
Negli ultimi 15 anni c’è
stato un progressivo potenziamento del RASFF che ha portato ad un incremento delle
segnalazioni fino al 2011 (474 nel 2000, 2.625 nel 2004 e 3.721 nel 2011). Dal
2012, invece, il numero delle segnalazioni è in diminuzione (3.436 nel 2012 , 3.136 nel 2013, 787 nel
primo trimestre del 2014).
Da sempre l’Italia si
conferma al primo posto fra i paesi che segnalano le irregolarità (135 nel
primo trimestre del 2014, 97 Germania e 84 Regno Unito) mentre si è collocata
all’ottavo posto fra i paesi che vengono segnalati perché esportano prodotti
irregolari segnalati al Rasff.
I principali problemi
sono stati riscontrati nei prodotti della pesca (136 notifiche) seguiti dalle
partite di frutta e vegetali (110 notifiche) e da problematiche microbiologiche
(191 non conformità), prevalentemente dovute a Salmonella, Norovirus, E. Coli e
Listeria monocytogenes. Tra i contaminanti chimici le maggiori irregolarità
riguardano le micotossine e i residui di pesticidi. Rispetto al primo trimestre
2013 sono in aumento le irregolarità per i mangimi destinati agli allevamenti e
i materiali destinati a venire a contatto con gli alimenti.
22 febbraio 2014
EFSA ed ECDC pubblicano il report 2012 sulle zoonosi ed i focolai di malattia a trasmissione alimentare in Europa
L’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) in collaborazione con il Centro Europeo per il Controllo Malattie (ECDC) ha pubblicato il Report annuale 2012 sulle zoonosi e i focolai di malattia a trasmissione alimentare in Europa. Il report, relativo ai dati trasmessi dai Paesi Membri dell'Unione Europea e da 3 Paesi non-membri (Islanda, Norvegia e Svizzera), fornisce informazioni relative al riscontro di agenti patogeni negli alimenti, negli animali e nell'uomo.
Nel report sono considerati: Campylobacter, Salmonella, Listeria, tubercolosi causata da Micobacterium bovis, Escherichia coli verocitotossici, Brucella, Trichinella, Toxoplasma, Rabbia, Febbre Q e virus West Nile.
Nel 2012 per la prima volta in cinque anni i casi umani di campilobatteriosi sono leggermente diminuiti anche se questa rimane la malattia zoonotica più frequentemente segnalata con 214.000 casi. E', quindi, prematuro affermare che si tratti dell'inizio di una tendenza di decremento. Campylobacter è stato più frequentemente isolato nella carne di pollame.
I casi di salmonellosi hanno continuato a diminuire (91.034 casi) confermando per il settimo anno consecutivo un andamento decrescente. Questo risultato positivo è da attribuire principalmente al successo dei programmi di controllo di Salmonella nel pollame, messi in atto dai Paesi UE e dalla Commisione Europea.
Negli ultimi cinque anni le segnalazioni di listeriosi sono in crescita con 1.642 casi (10,5% in più rispetto al 2011). L'incidenza è più alta negli anziani oltre i 74 anni. Listeria monocytogenes è stata riscontrata più frequentemente nei prodotti a base di carne e di pesce, come pesce affumicato e salumi affettati.
Nel report sono considerati: Campylobacter, Salmonella, Listeria, tubercolosi causata da Micobacterium bovis, Escherichia coli verocitotossici, Brucella, Trichinella, Toxoplasma, Rabbia, Febbre Q e virus West Nile.
Nel 2012 per la prima volta in cinque anni i casi umani di campilobatteriosi sono leggermente diminuiti anche se questa rimane la malattia zoonotica più frequentemente segnalata con 214.000 casi. E', quindi, prematuro affermare che si tratti dell'inizio di una tendenza di decremento. Campylobacter è stato più frequentemente isolato nella carne di pollame.
I casi di salmonellosi hanno continuato a diminuire (91.034 casi) confermando per il settimo anno consecutivo un andamento decrescente. Questo risultato positivo è da attribuire principalmente al successo dei programmi di controllo di Salmonella nel pollame, messi in atto dai Paesi UE e dalla Commisione Europea.
Negli ultimi cinque anni le segnalazioni di listeriosi sono in crescita con 1.642 casi (10,5% in più rispetto al 2011). L'incidenza è più alta negli anziani oltre i 74 anni. Listeria monocytogenes è stata riscontrata più frequentemente nei prodotti a base di carne e di pesce, come pesce affumicato e salumi affettati.
18 febbraio 2014
World Health Day 2014 - Le malattie da vettore
La giornata mondiale della salute, celebrata il 7
aprile in occasione dell'anniversario della fondazione dell'Oms che risale al
1948, viene dedicata ogni anno ad un diverso tema di interesse prioritario per
la sanità pubblica.
Quest'anno il tema selezionato sono le malattie da
vettore: l'attenzione sarà focalizzata sui vettori più noti, come zanzare,
flebotomi, cimici e zecche, responsabili della trasmissione di un ampia
gamma di parassiti e agenti patogeni in grado di infettare uomini e animali.Fonte: http://www.who.int/campaigns/world-health day/2014/en/index.html
Rapporto epidemiologico ECDC 2013
L'ECDC ha pubblicato l'"Annual Epidemiological Report 2013" nell'ambito della sorveglianza delle malattie nei Paesi dell'Unione Europea Liechtenstein, Islanda e Norvegia. Il documento prende
in esame più di 50 malattie e agenti patogeni, fra cui le food borne
disease, le malattie da vettore, fenomeni di antibioticoresistenza.
Fonte: ECDC
16 febbraio 2014
Report 2012 Enternet - Isolamento enteropatogeni nella Regione Marche
Il Centro di Riferimento della Regione Marche per la sorveglianza delle infezioni da batteri enteropatogeni - Laboratorio di Macerata, ha pubblicato i dati relativi agli isolamenti di batteri enteropatogeni effettuati da casi clinici umani, da animali, da alimenti e da ambiente nell'anno 2012 nella Regione Marche. Tale report è consultabile nel sito della rivista on-line Sanità Pubblica e Veterinaria
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