Visualizzazione post con etichetta Sicurezza alimentare. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Sicurezza alimentare. Mostra tutti i post

4 settembre 2014

Linee guida sulla corretta preparazione delle conserve alimentari in ambito domestico

La preparazione domestica delle conserve è una tradizione affermata in tutte le regioni italiane. Purtroppo alcune procedure di conservazione adottate non forniscono sufficiente garanzia di sterilità o di stabilità per la conserva, che rischia di alterarsi o diventare pericolosa per la salute umana. Non sempre i nostri organi di senso possono guidarci nell'accertamento dell'idoneità al consumo di una conserva casalinga, che può risultare tossica, pur essendo apparentemente perfetta.
Per questo motivo il Centro Nazionale di Riferimento per il Botulismo dell'Istituto Superiore di Sanità, in collaborazione con il Ministero della Salute, la facoltà di Bioscienze e Tecnologia Agro-alimentari e Ambientali dell'Università degli Studi di Teramo e il Centro Antiveleni di Pavia, hanno realizzato le Linee guida sulla corretta preparazione delle conserve alimentari in ambito domestico, un utile vademecum per chiunque voglia essere informato sulla materia. La guida vuole essere uno stimolo, per chi si accinge per la prima volta e per chi è già esperto nella preparazione di conserve fatte in casa, nella scelta di quelle ricette che meglio garantiscono la sicurezza microbiologica, senza però trascurare gli aspetti organolettici e nutrizionali.

Fonte: www.salute.gov.it

Nuovo portale di allerta alimentare per i consumatori

La Commissione europea, nell’ambito del monitoraggio sulla sicurezza alimentare ed eventuale ritiro dei prodotti “a rischio”, come previsto dal Rapid Alert System on Food and Feed (RASFF), ha rinnovato completamente il portale dedicato rendendolo più facilmente utilizzabile dai consumatori e favorendo così una maggiore fiducia nelle filiere alimentari.
Con una analisi puntuale e facile per ogni Stato membro, i cittadini europei che, ad esempio, sono in viaggio in altri Stati, possono controllare preventivamente le allerte ed eventualmente di ritorno, qualora abbiano sintomi di tossinfezione, potranno verificare la presenza o meno di focolai.
Il RASFF, nato 35 anni fa, è stato aggiornato in seguito all’entrata in vigore del regolamento CE
178/2002 e vede la compartecipazione di 29 Paesi (oltre a quelli che fanno parte dell’Europa politica, anche Norvegia, Lichtenstein, Islanda e almeno in parte, la Svizzera). L’Italia è il paese al top delle notifiche, con 534 segnalazioni, seguito dalla Cina (433), India (257), Turchia (226), Brasile e Spagna (187) e Portogallo (163).

Link del portale: https://webgate.ec.europa.eu/rasff-window/portal/?event=SearchForm&cleanSearch=1

28 maggio 2014

USA: gli otto cibi che consumati crudi sono ritenuti più a rischio

Negli Stati Uniti, la diffusione della tendenza a consumare cibo crudo, perché ritenuto più sano e nutriente, sta sollevando preoccupazioni da parte del mondo sanitario. Questi alimenti possono contenere agenti patogeni, che vengono distrutti solo dal calore della cottura. Utilizzando la banca dati online dei Centers for Disease Control (CDC), il Washington Post ha pubblicato una tabella con gli otto alimenti a maggior rischio, se consumati crudi o poco cotti. 
La tabella si riferisce al periodo 1998-2011 e riporta, per ogni alimento, gli agenti patogeni riscontrati, i focolai d’intossicazione alimentare registrati, il numero delle persone che si sono ammalate, di quelle ricoverate in ospedale e di quelle decedute. Per ogni cibo viene anche suggerita una soluzione per prevenire o evitare il problema.
1)   Latte crudo: E. coli O157:H7, Campylobacter, Salmonella e Listeria; 102 focolai d’intossicazione alimentare; 1606 persone ammalate con 92 ricoveri. (Suggerimento: pastorizzazione);
2)   Formaggi freschi a base di latte crudo: Listeria; 15 focolai d’intossicazione alimentare; 191 ammalati, 48 ricoverati e 2 morti. (Suggerimento: consumare solo quelli prodotti con latte pastorizzato);
3)   Uova crude o poco cotte: Salmonella; 110 focolai d’intossicazione alimentare; 4.246 ammalati, 190 ricoveri e 1 decesso. (Suggerimento: utilizzare uova pastorizzate negli alimenti che non verranno cotti);
4)   Carne macinata cruda o poco cotta: E. coli O157:H7 e Salmonella; 320 focolai d’intossicazione alimentare; almeno 3.585 malati, 457 ricoveri e 8 morti. (Suggerimento: cuocere fino a quando la temperatura interna raggiunge i 71° C);
5)   Ostriche: Vibrio vulnificus e Vibrio parahamolyticus; 124 focolai d’intossicazione alimentare; 1401 persone malate con 40 ricoveri. (Suggerimento: la pastorizzazione ad alta pressione mantiene le ostriche vivo ma uccide i batteri. Cuocere fino a che si aprono i gusci e scartare le ostriche che rimangono chiuse);
6)   Frutta con guscio: Salmonella, E. coli O157:H7; 14 focolai d’intossicazione alimentare; 1.700 malati, 314 ricoveri e 10 decessi. (Suggerimento: pastorizzazione, la tostare, scottare o bollire);
7)   Spinaci:  E. coli O157:H7; 5 focolai d’intossicazione alimentare; 302 malati, 113 ricoveri e 6 decessi. (Suggerimento: acquistare spinaci non tagliati. Lavare accuratamente prima di tagliare perché E. coli, se presente, può essere intrappolato all’interno delle foglie al momento del taglio. Cuocere prima di mangiare);
8)   Semi germogliati: E. coli O157:H7; 43 focolai d’intossicazione alimentare; 1.384 malati, 135 ricoveri e 1 decesso. (Suggerimento: irradiare con raggi gamma i semi prima che germoglino. Cuocere i germogli

Fonte: http://www.alimenti-salute.it/notizie.php?idnotizia=908

27 maggio 2014

OMS - Piano strategico per la sicurezza alimentare 2013-2022

L’Oms ha pubblicato il piano strategico per la sicurezza alimentare per gli anni 2013-2022. Il documento fornisce i presupposti  per intervenire sui temi prioritari della sicurezza alimentare e delle zoonosi di origine alimentare e prende in esame la sicurezza alimentare in tutti i suoi aspetti, a partire dall’approccio “dal campo alla tavola”.L’OMS individua 3 direzioni strategiche, connesse le une alle altre ed articolate in obiettivi e attività dettagliate, per realizzare la missione generale di ridurre l’incidenza delle malattie di origine alimentare, per rafforzare la sicurezza sanitaria e per garantire lo sviluppo sostenibile dei Paesi Membri:
1) fornire le basi scientifiche per le misure da prendere lungo tutta la catena alimentare al fine di ridurre i rischi sanitari di origine alimentare;
2) migliorare la collaborazione multisettoriale e multidisciplinare a livello nazionale ed internazionale
3) fornire assistenza per favorire lo sviluppo e il rafforzamento dei sistemi nazionali per la sicurezza alimentare basati sull’analisi del rischio.
Il piano decennale sarà sottoposto a revisione nel 2018-2019.

Fonte: www.who.int