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27 maggio 2014

OMS - Piano strategico per la sicurezza alimentare 2013-2022

L’Oms ha pubblicato il piano strategico per la sicurezza alimentare per gli anni 2013-2022. Il documento fornisce i presupposti  per intervenire sui temi prioritari della sicurezza alimentare e delle zoonosi di origine alimentare e prende in esame la sicurezza alimentare in tutti i suoi aspetti, a partire dall’approccio “dal campo alla tavola”.L’OMS individua 3 direzioni strategiche, connesse le une alle altre ed articolate in obiettivi e attività dettagliate, per realizzare la missione generale di ridurre l’incidenza delle malattie di origine alimentare, per rafforzare la sicurezza sanitaria e per garantire lo sviluppo sostenibile dei Paesi Membri:
1) fornire le basi scientifiche per le misure da prendere lungo tutta la catena alimentare al fine di ridurre i rischi sanitari di origine alimentare;
2) migliorare la collaborazione multisettoriale e multidisciplinare a livello nazionale ed internazionale
3) fornire assistenza per favorire lo sviluppo e il rafforzamento dei sistemi nazionali per la sicurezza alimentare basati sull’analisi del rischio.
Il piano decennale sarà sottoposto a revisione nel 2018-2019.

Fonte: www.who.int

18 febbraio 2014

World Health Day 2014 - Le malattie da vettore

La giornata mondiale della salute, celebrata il 7 aprile in occasione dell'anniversario della fondazione dell'Oms che risale al 1948, viene dedicata ogni anno ad un diverso tema di interesse prioritario per la sanità pubblica.
Quest'anno il tema selezionato sono le malattie da vettore: l'attenzione sarà focalizzata sui vettori più noti, come zanzare, flebotomi, cimici e zecche, responsabili della trasmissione di un ampia gamma di parassiti e agenti patogeni in grado di infettare uomini e animali.

Fonte: http://www.who.int/campaigns/world-health day/2014/en/index.html

8 marzo 2013

Malattie tropicali: la Dengue è la più pericolosa

L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha presentato il II rapporto sulle malattie tropicali neglette che evidenzia i progressi senza precedenti raggiunti nel corso degli ultimi due anni con riferimento a 17 malattie fra cui Dengue, Rabbia, Malattia di Chagas, Leishmaniosi, Echinococcosi. Lancia anche l'allarme: la più pericolosa è la Dengue.
In forte crescita sul pianeta la malattia potrebbe aver gia' infettato 50 milioni di persone in tutto il pianeta ed ha, afferma l’OMS, le potenzialità per diventare pandemica. La malattia e' trasmessa da un virus che 'viaggia' con alcune specie di zanzare e la diffusione e' facilitata dal movimento di persone e beni, soprattutto piante di bambù e copertoni usati, oltre che dalle inondazioni legate ai cambiamenti climatici.
Nel 1950 la malattia era diffusa solo in pochi paesi, sottolinea l'agenzia Onu, mentre ora sono 125 le nazioni che hanno riportato casi e lo scorso anno si e' avuto il primo grande focolaio europeo, sull'isola portoghese di Madeira: "I casi segnalati sono 2 milioni - si legge nel comunicato - ma sono molti meno di quelli che in realtà si sono avuti. Le nostre stime parlano di 50 milioni di persone infettate ogni anno, mentre per alcune analisi indipendenti sono addirittura 100".
Analizzando i progressi nel controllo delle singole malattie, il documento indica come obiettivo progressivo l'eliminazione o eradicazione delle malattie tropicali neglette entro il 2020; sottolinea la necessità di lavorare a stretto contatto con il settori dell'istruzione, l'agricoltura e la sanità pubblica veterinaria nei programmi di controllo delle malattie.

Fonte OMS: 18.01.2013

World Malaria Report 2012 – Organizzazione Mondiale della Sanità

Lo scorso dicembre, come tutti gli anni, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha pubblicato  il “World Malaria Report 2012” che raccoglie i dati epidemiologici, relativi al 2011, da 103 Paesi in cui la malaria è ancora endemica, aggiornando così quelli del rapporto 2011 (dati 2010).
Il rapporto 2012 non presenta significative differenze rispetto al precedente: la malaria è in fase di eliminazione o pre-eliminazione solo in pochi Paesi a clima temperato e/o dove è prevalente, se non esclusiva, la presenza del vettore Plasmodium vivax. Viceversa la situazione risulta sostanzialmente stabile nei Paesi a clima tropicale o subtropicale dove i livelli di endemia sono alti, con una stima di circa 250 milioni di nuovi casi e oltre 600 mila decessi, per la gran parte concentrati nel continente africano. Quindi dopo i successi che hanno caratterizzato la prima decade del nuovo secolo, ora la lotta contro la malaria sembra segnare il passo. Questo è dovuto al repentino calo dei finanziamenti internazionali nell’ultimo biennio (2011-2012). La somma resa disponibile per la prevenzione e il controllo della malaria nel 2011, infatti, è stata pari a 2,3 miliardi di dollari, meno della metà di quanto stimato come annualmente necessario per avvicinarsi ai forse troppo ambiziosi obbiettivi posti dall’Oms per il 2015:

  • abbattimento del tasso di mortalità a livelli vicini allo zero in tutte le aree di endemia;

  • riduzione del 75% del numero di casi annui rispetto ai valori del 2000;

  • eliminazione della malaria dalla Regione Europea dell’Oms e da ulteriori 10 Paesi rispetto al 2008;

  • avere almeno buone speranze di raggiungerli effettivamente nel 2020.
Fonte: Dipartimento di Malattie infettive, parassitarie e immunomediate, Mipi-Iss

18 dicembre 2012

One Health: memorandum World Veterinary Association (WVA) e World Medical Association(WMA)

La WVA e la WMA hanno sottoscritto il 13 ottobre a Bankok, un memorandum  per la collaborazione nell'ambito dell'iniziativa "One World-One Medicine-One Health", che sostiene il concetto di "salute unica", basato sull'approccio unificato alla medicina umana e veterinaria per migliorare la Salute Globale. Nella premessa del documento viene citata la collaborazione con organismi internazionali variamente collegati alle Nazioni Unite: dall'Oms al Wto, passando per la Fao, l'Oie e il Codex Alimentarius.
L'accordo suggella un impegno a «collaborare al concetto di un'unica salute, che consiste in un approccio unificato alla medicina umana e veterinaria per migliorare la Salute Globale». Non si tratta, dunque, di uno scambio di dati ma dell'adozione di un metodo unificato per la ricerca e la cura, con l'intento di creare degli standard uguali per tutti gli organismi viventi: uomo, animale e vegetale.
Fonte: World Veterinary Association