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20 gennaio 2015

Consumo di latte crudo: negli Stati Uniti l'aumento della vendita fa quadruplicare i focolai di infezione alimentare

Il consumo di latte crudo negli Stati Uniti è in costante aumento e contestualmente si registra un aumento dei casi d’infezione alimentare causati dai batteri presenti nel latte non pastorizzato. Sono questi i dati presentati in uno studio dei Centers for Disease Control and Prevention (CDC),  che ha confrontato i casi segnalati nel periodo 2007-2012, con quelli registrati dal 1993 al 2006. I dati ufficiali si basano sulle infezione segnalate su base volontaria agli organismi competenti e quindi i numeri reali potrebbero essere ben maggiori.
Tra il 2007 e il 2012, i focolai d’infezione alimentare causati dal latte crudo sono stati 81 in ventisei Stati, con 979 persone ammalate, 73 delle quali ricoverate in ospedale. Il 59% dei focolai ha coinvolto almeno un bambino di età inferiore ai cinque anni. La stragrande maggioranza dei casi è stata registrata in Stati dove la vendita di latte crudo è legale. Gli agenti patogeni responsabili degli 81 focolai di infezione collegati al consumo di latte crudo, registrati tra il 2007 e il 2012, sono stati il Campylobacter (81%), Escherichia coli (17%), Salmonella (3%) e Coxiella burnetii (1%). Tre episodi sono stati causati da più agenti patogeni.
Confrontando questi dati con quelli del periodo 1993-2006, la media annua di focolai risulta più che quadruplicata, passando da 3,3 a 13,5. La crescita costante è dimostrata anche dal fatto che, rispetto ai 30 casi registrati tra il 2007 e il 2009 (dieci per anno), si è passati ai 51 (17 all’anno) del triennio 2010-2012. Secondo i CDC, se aumenta il numero degli Stati che consente la vendita di latte crudo, i focolai e gli ammalati sono destinati a crescere. Per questo, le autorità sanitarie raccomandano di non consumare latte crudo, soprattutto alle persone con maggiori probabilità di contrarre malattie (bambini, anziani, persone con disturbi cronici o sistema immunitario indebolito).
Lo studio, pubblicato dalla rivista dei CDC, Emerging Infectious Diseases Journal, considera solo i casi legati al consumo di latte crudo e esclude quelli dovuti a latticini preparati con latte non pastorizzato.

Fonte: http://wwwnc.cdc.gov/eid/article/21/1/14-0447_article

8 marzo 2013

Latte crudo: pubblicate in Gazzetta le regole per la salute

E' stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 24 del 29 gennaio 2013, in attuazione del Decreto Sanità, il Decreto della Salute 12 dicembre 2012 "Informazioni obbligatorie e misure a tutela del consumatore di latte crudo o crema cruda".
Il decreto stabilisce che:
- l'operatore del settore alimentare che immette sul mercato latte crudo o crema cruda destinati all'alimentazione umana diretta deve riportare sulla confezione del prodotto o in etichetta la dicitura: «prodotto da consumarsi previa bollitura»;
- l'operatore del settore alimentare che utilizza distributori automatici per la vendita diretta di latte crudo deve:
a) riportare in maniera chiara e visibile sul frontale del distributore automatico, in rosso e con caratteri di almeno 4 centimetri, la dicitura: «prodotto da consumarsi previa bollitura»;
b) indicare in maniera chiara e visibile la data di mungitura del latte e la data di scadenza dello stesso, che non deve superare i tre giorni dalla data di mungitura;
c) escludere la disponibilità di contenitori destinati al consumo in loco del prodotto.

- Nel caso in cui il distributore di cui al comma 1 disponga di un sistema di imbottigliamento, detti contenitori dovranno riportare in etichetta le indicazioni di cui alle lettere a) e b) con caratteri di almeno un centimetro e di colore rosso.