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13 febbraio 2015

Tossinfezioni alimentari - Report EFSA - ECDC 2013

E' stato pubblicato il nuovo report EFSA - ECDC "The European Union summary report on trends and sources of zoonoses, zoonotic agents and food-borne outbreaks in 2013" relativo a 16 zoonosi e focolai a trasmissione alimentare segnalati nel 2013 da 28 Stati Membri e 4 non Membri.
Ecco una breve sintesi:
nel 2013, con 214.779 casi, la campylobatteriosi rimane la malattia di origine alimentare più comunemente riferita nell’Unione Europea anche se, dopo diversi anni di trend in aumento, le infezioni da Campylobacter nell'uomo sembrano essersi stabilizzate. Benché con numeri molto più bassi sono in aumento i casi di listeriosi (1763 casi) e quelli di infezione da E. coli produttore di verocitotossina (VTEC) (6043 casi) che tra il 2012 e il 2013 crescono rispettivamente dell’8,6% e del 5,9%. In calo, invece, i casi di salmonellosi (che con 82.694 casi diminuiscono del 7,9% rispetto al 2012) e quelli di Yersiniosi (che con 6471 casi diminuiscono del 2,8% 2012). I dati relativi ai focolai di tossinfezione alimentare riportano 5196 focolai in EU, con 43.183 casi, di cui 5946 ospedalizzati e 11 deceduti.

20 gennaio 2015

ECDC pubblica l' "Annual epidemiological report 2014 – food- and waterborne diseases and zoonoses"

L'ECDC ha pubblicato "Annual epidemiological report 2014 – food- and waterborne diseases and zoonoses" relativo alle principali zoonosi e malattie trasmesse da alimenti e acqua segnalate nel 2014 in Europa.
Il documento è consultabile nel sito web: http://www.ecdc.europa.eu/en/publications/_layouts/forms/Publication_DispForm.aspx?List=4f55ad51-4aed-4d32-b960-af70113dbb90&ID=1210

9 luglio 2014

Report 2013 Enternet - Isolamento Enteropatogeni nella regione Marche

Il Centro di Riferimento della Regione Marche per la sorveglianza delle infezioni da batteri enteropatogeni - Laboratorio di Macerata, ha pubblicato i dati relativi agli isolamenti di batteri enteropatogeni effettuati da casi clinici umani, da animali, da alimenti e da ambiente nell'anno 2013 nella Regione Marche. Il report è consultabile all'indirizzo: www.spvet.it/corrente/webzine/592.html

8 marzo 2013

Le verdure battono i frutti di mare per intossicazioni alimentari

Uno studio dei Centers for Disease Control and Prevention di Atlanta conferma che le verdure sono la prima fonte di intossicazione alimentare. Lo studio pubblicato su Emerging Infectious Diseases rivela che negli Usa il primato per i casi intossicazione spetta ai vegetali, con 9,6 milioni di casi tra 1998 e 2008 e 1.500 morti. A molta distanza i frutti di mare: i mitili, spesso sul banco degli imputati, in realtà sono meno pericolosi di spinaci e lattuga. Sul totale, rappresentano solo il 3,4% delle tossinfezioni alimentari.
Le cause: “La maggior parte delle contaminazioni è dovuta a norovirus presenti durante la produzione, mentre le infezioni più presenti nel pollame sono quelle da salmonella e listeria”, spiegano i ricercatori analizzando i dati del mercato americano. Le verdure a foglia larga rappresentano il 23% di tutti i casi sanitari, seguite da latticini, frutta e pollame. La carne pollo, per i dati Usa, è invece la prima responsabile di mortalità per cause alimentari: 19% dei casi.

Fonte: http://wwwnc.cdc.gov/eid/

18 dicembre 2012

Epidemie di Norovirus negli ospedali del Regno Unito

L’UK Health Protection Agency (HPA)ha registrato, nel 2012, un notevole aumento di casi di Norovirus che ha portato alla chiusura o alla restrizione di ricoveri di alcuni reparti di 45 ospedali in tutto il Regno Unito. Rispetto allo scorso anno, il numero delle segnalazioni è aumentato di più del 50% ed è il più alto degli ultimi 5 anni.
Fonte ProMED-mail del 29 novembre 2012

Germania, almeno 4.000 bambini intossicati a mensa, probabile norovirus

E' allarme intossicazione alimentare in Germania: negli ultimi giorni almeno 4 mila bambini sono rimasti vittima di attacchi di vomito e diarrea, dopo aver mangiato in mense di scuole e asili. Lo riferisce la stampa tedesca, specificando che il Robert Koch-Institut e' stato allertato sui casi, iniziati a Berlino e nelle regioni circostanti. L'istituto ha specificato in una nota di aver iniziato le indagini di laboratorio per determinare la causa esatta dell'epidemia. Ma, precisa l'istituto, tutti i centri frequentati dai bambini malati erano stati riforniti da un'unica ditta. Dunque, secondo i ricercatori, i sospetti si concentrano su un'intossicazione alimentare da un patogeno come il norovirus.
Fonte: Adnkronos Salute - 02/10

19 giugno 2012

Infezione da E. coli in Belgio dopo il consumo di carne cruda

Diciannove persone, di cui due ora in terapia intensiva, sono state infettate dal batterio Escherichia coli nella regione del Limburgo, nelle Fiandre, nella zona di Hasselt. Lo ha reso noto l'Agenzia belga per la sicurezza alimentare, l'Afsca, secondo cui le vittime del batterio hanno mangiato carne cruda. In particolare tre persone presentano i sintomi della sindrome emolitica e uremica, ma non sono in pericolo di vita. Dalle prime analisi si tratterebbe dell'E. coli del tipo O157, proveniente da un animale contaminato la cui carne è stata venduta da diverse macellerie, ora sequestrata e distrutta.

Fonte: ProMED-mail 14 giugno 2012






27 marzo 2012

Progetto PROMISE dell'UE per i germi "importati"

Nel giugno del 2011, con l’epidemia di Escherichia coli (E. coli) in Germania, i pericoli del trasferimento di germi negli alimenti che causano malattie mortali tra un paese e l'altro sono arrivati ancora una volta alla ribalta dei media. Nonostante l'allarme però finora sono stati condotti solo pochi studi sui pericoli reali causati dai germi che entrano nell'UE insieme agli alimenti. A tal fine è stato finanziato dall’UE un progetto che si occuperà di agenti patogeni come l'E. coli. Il progetto, denominato PROMISE "Protection of consumers by microbial risk mitigation through segregation of expertise", ha ricevuto quasi 3 milioni di euro in finanziamenti dal tema "Prodotti alimentari, agricoltura e pesca, biotecnologia" del Settimo programma quadro (7° PQ) dell'UE. Il progetto riunisce 20 partecipanti provenienti da Austria, Croazia, Germania, Grecia, Irlanda, Repubblica ceca, Regno Unito, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Turchia e Ungheria.
I ricercatori raccoglieranno campioni di cibo confiscati nei principali porti e aeroporti europei e in più piccoli attraversamenti di frontiera e li testeranno per scoprire la presenza di batteri.
Poiché gli standard d'igiene nella produzione alimentare in molti paesi tropicali e subtropicali non sono conformi a quelli applicati in Europa, l'importazione di alimenti in Europa dall'estero può avere serie implicazioni per la salute.
Gli obiettivi del progetto PROMISE sono: elaborare un database di agenti patogeni che vengono portati insieme al cibo da coloro che rientrano da viaggi tropicali e studiare il potenziale dei batteri di causare malattie.
I partner del progetto metteranno insieme anche dati provenienti da tutta Europa per permettere una valutazione precisa dei rischi rappresentati dai cibi
contaminati di origine animale e costruiranno un grande database di batteri isolati identificati nel corso del lavoro. PROMISE inoltre ha lo scopo di migliorare le comunicazioni tra le autorità responsabili della gestione del rischio negli attuali Stati Membri dell'UE e nei paesi candidati.

2 marzo 2012

Epidemia da E.coli O104:H4: le riflessioni della comunità scientifica e delle istituzioni in un workshop internazionale a Berlino

La vasta epidemia di infezione da E.coli O104:H4, verificatasi in Europa nel corso del 2011 legata
al consumo di germogli vegetali prodotti da semi di fieno greco contaminato, ha riportato alla ribalta dei media e all’attenzione dell’opinione pubblica l’attualità delle malattie trasmesse da alimenti e le problematiche connesse alla gestione di questi eventi da parte delle istituzioni pubbliche, autorità sanitarie e organismi tecnico-scientifici. Il focolaio epidemico, centrato
sull’area settentrionale della Germania ha visto coinvolte, a partire dal mese di maggio, oltre 3900 persone con 46 decessi, in 13 Paesi.
Alcune peculiarità legate non solo alle specificità del ceppo epidemico ma anche alle modalità di produzione e consumo dei germogli vegetali, veicolo dell’infezione, hanno contribuito a rendere difficoltose le attività di indagine del focolaio, sia sul piano epidemiologico che microbiologico, ritardando la possibilità di adottare in fase precoce le opportune misure per contenere l’epidemia.
Per discutere di queste problematiche il 28 e il 29 novembre 2011 si è svolto a Berlino un workshop scientifico internazionale organizzato dal Robert Koch-Institute, dal Ministero della Salute tedesco e con il supporto dell’Ecdc, dal titolo “Experiences of the STEC O104:H4 Outbreak in Germany, and Research needs for STEC. Nel corso del workshop, di cui un articolo pubblicato a febbraio 2012 su Eurosurveillance dà ampio resoconto, sono state affrontate e condivise in maniera trasversale le più importanti problematiche poste dalle infezioni da VTEC nei diversi ambiti di studio al fine di individuare i cosiddetti gaps in knowledge, cui le attività di ricerca dovrebbero rispondere.

Fonte:
EpiCentro – ISS

21 febbraio 2012

Sistema di allerta, pubblicata la Relazione 2011

Il Ministero della Salute pubblica la relazione 2011 sul Sistema di Allerta Rapido Comunitario (RASFF). Anche quest’anno, come negli anni precedenti, l’Italia è risultato essere il primo Paese membro nel numero di segnalazioni inviate alla Commissione Europea, dimostrando una intensa attività di controllo sul territorio nazionale, con un totale di 553 notifiche (pari al 14,8%). I principali rischi notificati attraverso il RASFF sono i contaminanti microbiologici, i contaminanti chimici e altre irregolarità quali immissione sul mercato di Novel food non autorizzati e la presenza di sostanze allergiche non dichiarate in etichetta. Tra i contaminanti biologici, un elevato numero di notifiche riguardano ancora il riscontro della Salmonella (396 notifiche contro le 338 del 2010). In aumento anche il numero di segnalazioni per Listeria e per il riscontro di larve di Anisakis. La contaminazione da Salmonella è comune in molti tipi di alimenti, sia di origine animale che di origine non animale. Un significativo aumento di segnalazioni si riferisce, tra le classi di alimenti, ad erbe e spezie. La Listeria è stata principalmente segnalata in salmone affumicato, ma le notifiche pervenute riguardano anche prodotti a base di latte e la carne escluso il pollame.
Fonte: Ministero della Salute

In forte aumento le infezioni da Escherichia Coli

Sono piu' di 25.000 le persone che ogni anno muoiono in Europa per infezioni da batteri antibioticoresistenti, e sono in aumento in particolare quelle causate da escherichia coli, protagonista dell'epidemia di infezioni che ha colpito l'estate scorsa Germania e Francia. L'incidenza di battieremie (cioe' la presenza di batteri nel sangue) da e.coli tra il 2005 e 2009 e' cresciuta infatti del 30%, passando da 18mila a 25mila casi, e quelli antibioticoresistenti sono saliti dall'1% dell'inizio del secolo al 10%. A fare il punto e' un rapporto del governo inglese, commissionato dal ministero della Salute dopo il forte aumento registrato in Gran Bretagna di setticemie da e.coli resistenti agli antibiotici. Cosa che pone, secondo i medici, una grave minaccia alla salute globale, specialmente per malattie come l'aids o le pandemie influenzali. ''Solo un caso su 20 di infezioni con e.coli resistenti e' una battieremia - spiega Peter Hawkey, presidente del gruppo di lavoro governativo sull'antibioticoresistenza - e queste cifre rappresentano la punta dell'iceberg''. La rapida crescita delle setticemie si pensa sia legata all'invecchiamento della popolazione. L'e.coli e' una causa comune di infezioni del tratto urinario, nonche' di ferite infettate dopo un intervento chirurgico. Usando la terapia antibiotica standard, c'e' una possibilita' su 10 che il trattamento per l'infezione da e.coli fallisca per resistenza agli antibiotici. Ma, poiche' il numero di infezioni resistenti e' in aumento, ''ci sara' una maggiore pressione - spiega Hawkey - ad usare i carbapenemi, gli antibiotici di ultima generazione disponibili, che sono molto piu' potenti. Tuttavia gia' ci sono stati negli ultimi 2-3 anni casi di resistenza a questi farmaci. Dobbiamo pensare a forme di difesa globali''.


6 febbraio 2012

Valutazione del rischio di EFSA sulla contaminazione delle ostriche da parte di Norovirus

Il Panel sui Pericoli microbiologici (BIOHAZ) conclude la valutazione del rischio sulle misure più efficaci per la salute pubblica al fine di proteggere il consumatore dall’esposizione al rischio di Norovirus nelle ostriche, e cioè, la produzione di ostriche in aree non contaminate o prevenire la contaminazione delle aree di produzione dei molluschi. I metodi attuali utilizzati per rimuovere Norovirus nei molluschi non costituiscono un mezzo efficace mezzo nel ridurre la contaminazione. Il Panel raccomanda di fissare limiti accettabili di presenza del virus nelle ostriche che sono allevate e messe sul mercato nell’Unione Europea. Inoltre, un’indagine condotto in EU sul Norovirus nelle ostriche, sarebbe utile per fornire nuove informazioni sulla complessiva esposizione dei consumatori e anche sull’impatto sulla salute pubblica delle misure di controllo.

20 dicembre 2011

Vendita di latte crudo: in Gazzetta Ufficiale l'ordinanza che proroga divieti e obblighi a fine 2012

E' pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 288 del 12-12-2011 l'ordinanza 12 novembre 2011 del Ministero della Salute che proroga l'ordinanza del 10 dicembre 2008 finalizzata alla tutela della popolazione dal rischio di infezione da Escherichia coli (VETEC) connesso al consumo di latte crudo.

21 novembre 2011

Contaminazione da Escherichia coli VTEC di semi e germogli:il parere dell'EFSA dopo la vicenda tedesca

L'Autorità per la Sicurezza Alimentare Europea (EFSA) ha valutato il rischio relativo alla contaminazione da Escherichia coli verocitotossico di semi e semi germogliati. Il loro consumo costituisce un rischio per la sicurezza alimentare, poiché alcuni patogeni possono contaminare i semi e crescere durante la germinazione. Gli operatori che producono semi germogliati dovrebbero sforzarsi di implementare misure aggiuntive atte a garantire la gestione della sicurezza alimentare.