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4 settembre 2014

Nuovo portale di allerta alimentare per i consumatori

La Commissione europea, nell’ambito del monitoraggio sulla sicurezza alimentare ed eventuale ritiro dei prodotti “a rischio”, come previsto dal Rapid Alert System on Food and Feed (RASFF), ha rinnovato completamente il portale dedicato rendendolo più facilmente utilizzabile dai consumatori e favorendo così una maggiore fiducia nelle filiere alimentari.
Con una analisi puntuale e facile per ogni Stato membro, i cittadini europei che, ad esempio, sono in viaggio in altri Stati, possono controllare preventivamente le allerte ed eventualmente di ritorno, qualora abbiano sintomi di tossinfezione, potranno verificare la presenza o meno di focolai.
Il RASFF, nato 35 anni fa, è stato aggiornato in seguito all’entrata in vigore del regolamento CE
178/2002 e vede la compartecipazione di 29 Paesi (oltre a quelli che fanno parte dell’Europa politica, anche Norvegia, Lichtenstein, Islanda e almeno in parte, la Svizzera). L’Italia è il paese al top delle notifiche, con 534 segnalazioni, seguito dalla Cina (433), India (257), Turchia (226), Brasile e Spagna (187) e Portogallo (163).

Link del portale: https://webgate.ec.europa.eu/rasff-window/portal/?event=SearchForm&cleanSearch=1

27 maggio 2014

Ritiri e rischi alimentari in Europa: il bilancio del primo trimestre 2014. L’Italia è il paese che fa più segnalazioni e l’ottavo per le irregolarità

La Relazione sul sistema di allerta alimentare europeo (Rapid Alert System for food and feed, RASFF) relativa al primo trimestre 2014, con le sue 787 notifiche, evidenzia un buon livello del sistema di controllo comunitario che ha consentito di individuare e togliere tempestivamente dal mercato prodotti non idonei al consumo e mangimi destinati agli animali.
Negli ultimi 15 anni c’è stato un progressivo potenziamento del RASFF che ha portato ad un incremento delle segnalazioni fino al 2011 (474 nel 2000, 2.625 nel 2004 e 3.721 nel 2011). Dal 2012, invece, il numero delle segnalazioni è in diminuzione  (3.436 nel 2012 , 3.136 nel 2013, 787 nel primo trimestre del 2014).
Da sempre l’Italia si conferma al primo posto fra i paesi che segnalano le irregolarità (135 nel primo trimestre del 2014, 97 Germania e 84 Regno Unito) mentre si è collocata all’ottavo posto fra i paesi che vengono segnalati perché esportano prodotti irregolari segnalati al Rasff.
I principali problemi sono stati riscontrati nei prodotti della pesca (136 notifiche) seguiti dalle partite di frutta e vegetali (110 notifiche) e da problematiche microbiologiche (191 non conformità), prevalentemente dovute a Salmonella, Norovirus, E. Coli e Listeria monocytogenes. Tra i contaminanti chimici le maggiori irregolarità riguardano le micotossine e i residui di pesticidi. Rispetto al primo trimestre 2013 sono in aumento le irregolarità per i mangimi destinati agli allevamenti e i materiali destinati a venire a contatto con gli alimenti.