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20 gennaio 2015

Abruzzo: trichinella in un cinghiale abbattuto nei giorni scorsi

Nel corso dei controlli di routine previsti per la sicurezza alimentare della selvaggina cacciata, i veterinari dell’ASL hanno riscontrato la presenza di trichinella, un parassita nocivo per l’uomo, in un campione di carne di cinghiale abbattuto nel territorio del Comune di San Pio delle Camere (AQ).
In seguito alla conferma della positività al parassita  i veterinari dell’ASL1 Abruzzo hanno subito comunicato al capo caccia della squadra il divieto di utilizzo delle carni infettate. La comunicazione è già arrivata ai cacciatori che detenevano le carni in attesa dell’esito e che ora le consegneranno alla ditta incaricata della distruzione.
 

2 maggio 2013

Volpe positiva per Trichinella in provincia di Arezzo

Una volpe trovata morta nel comune di Arezzo è risultata positiva alle analisi per Trichinella spp. eseguite dalla sezione di Arezzo dell’Istituto Zooprofilattico del Lazio e della Toscana. Le larve sono state inviate all’Istituto Superiore di Sanità, Centro di riferimento internazionale per le trichinellosi, dove è stata identificata la specie Trichinella psudospiralis.


La volpe svolge il ruolo di animale serbatoio per Trichinella in particolar modo per Trichinella britovi e quest’ultima può trasmettersi ai suidi (domestici e selvatici, quale il cinghiale) e al cavallo attraverso l'ingestione di animali infestati ed infine trasmettersi all’uomo attraverso l’ingestione di carne cruda o poco cotta. La volpe è quindi considerata il migliore indicatore della presenza del parassita.
Recentissimo (gennaio 2013) l’episodio di 26 persone, cacciatori e loro familiari, colpite da trichinellosi (Trichinella britovi) nell’Alta Val del Serchio (LU) a seguito dell’ ingestione di salsicce di cinghiale crude contaminate.

Fonte: IZS Lazio e Toscana - 09/03 e 22/04


30 gennaio 2013

Trichinella in Spagna

Trichinella è stata isolata in alcuni cinghiali in Spagna nei comuni di Banarraba, Gaucine della regione dell’Andalusia. Rimane alta la preoccupazione per le famiglie che generalmente consumano la carne di tali animali. E’ stato stabilito di intensificare le misure di controllo, testando tutti i cinghiali abbattuti nell’attività venatoria.

Fonte: ProMed-Mail del 9 dicembre 2012

Trichinellosi umana – un focolaio in Italia nella provincia di Lucca

Sui media è comparsa la notizia di un’epidemia di trichinellosi che ha coinvolto 26 persone tra cacciatori e le rispettive famiglie nella provincia di Lucca. L’epidemia è stata determinata dal  consumo di salsicce di cinghiale cacciato (http://corrierefiorentino.corriere.it/firenze/notizie/cronaca/2013/2-gennaio-2013/mangiano-salsicce-crude-cinghiale-ventisei-casi-trichinellosi-2113378663212.shtml).
A tutt’oggi non sono disponibili dati ufficiali,  né informazioni più dettagliate.  E’ certo che la corata (polmone, fegato, cuore) e un frammento di muscolo di cinghiali selvatici abbattuti, devono essere portati al mattatoio locale per la visita ispettiva post-portem e per la ricerca di larve di Trichinella.
In Europa è in corso un confronto tra esperti dell’EFSA (European Food Safety Authority) sulla revisione e semplificazione dei metodi di ispezione delle carni. Questa epidemia, come afferma il Prof. Beniamino Cenci Goga dell’Università di Medicina Veterinaria di Perugia ed esperto EFSA, coinvolto nella revisione dei metodi ispettivi che ha segnalato i casi a ProMed-Mail, rileva la massima importanza della visita ispettiva post-mortem e del campionamento per la tutela della salute pubblica.


Fonte: ProMed-Mail del 4 gennaio 2013