29 agosto 2013

Informazioni sulle malattie trasmesse da vettori... su Facebook!

Nell'era del Web 2.0 e dei Social network non poteva mancare una pagina dedicata alle malattie trasmesse da vettori nel più popolare Social network del pianeta! Il consiglio dunque è quello di cliccare "Mi piace" sulla pagina in questione e seguirne gli sviluppi... https://www.facebook.com/#!/vectorbornedisease

2 maggio 2013

Zoonosi. Relazione annuale Efsa-Ecdc: in aumento le infezioni da Campylobacter e Vtec, casi di Salmonella in costante calo

E’ stata pubblica la relazione annuale sulle principali zoonosi e sui focolai infettivi di origine alimentare relativa ai dati del 2011. Il documento è stato elaborato congiuntamente dall’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) e dal Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie (ECDC).
La campylobatteriosi si conferma la malattia zoonotica più frequentemente segnalata nell’uomo in Europa, con un continuo aumento dei casi riferiti negli ultimi cinque anni. La tendenza rilevata per i casi di Escherichia coli produttore di verocitossina (Vtec/Stec) negli esseri umani è in aumento dal 2008 ed è stata incrementata dal focolaio epidemico verificatosi nell’estate del 2011. I casi di Salmonella nell’uomo continuano a diminuire, facendo registrare un calo per il settimo anno consecutivo grazie ai programmi di controllo della Salmonella negli allevamenti avicoli, attuati dagli Stati membri dell’UE e dalla Commissione europea. La Salmonella, è stata riscontrata con maggiore frequenza nella carne di pollo fresca, così come nella carne di pollo macinata e nei preparati a base di carne di pollo.
La relazione evidenzia inoltre un totale di 5 648 focolai infettivi di origine alimentare registrati nell’UE nel 2011. I focolai infettivi di origine alimentare comprendono due o più casi nell’uomo nei quali è stato consumato lo stesso alimento contaminato . Questi focolai hanno colpito 69 553 persone e causato 93 decessi. Salmonella si conferma la causa più frequentemente segnalata dei focolai infettivi di origine nota (26,6% del totale), seguita da tossine batteriche (12,9%) e Campylobacter (10,6%). Le più comuni fonti alimentari dei focolai sono state uova e ovoprodotti, alimenti compositi, pesce e prodotti a base di pesce.
Negli ultimi cinque anni si è registrato un aumento dei casi di echinococcosi alveolare nell’uomo, una malattia causata dal parassita Echinococcus multilocularis. In diversi Paesi dell’Europa centrale questo parassita è stato segnalato in genere nelle volpi, che rappresentano la principale fonte di infezione per l’uomo.
La relazione esamina un totale di 10 malattie zoonotiche, tra cui listeriosi, echinococcosi, yersiniosi, brucellosi, tubercolosi da Mycobacterium bovis, trichinellosi, rabbia e costituisce per la Commissione europea e gli Stati membri dell’UE uno strumento di supporto nel monitoraggio e nella riduzione dei rischi correlati alle malattie zoonotiche

Fonte: The European Union Summary Report on Trends and Sources of Zoonoses, Zoonotic Agents and Food-borne Outbreaks in 2011

Malattie infettive in Europa: il rapporto annuale dell’Ecdc (2012)

21 marzo 2013 - Giunto alla sesta edizione, l’Annual Epidemiological Report 2012, pubblicato dall’Ecdc a marzo 2013, rappresenta uno strumento importante per decisori, operatori sanitari, epidemiologi e ricercatori, poiché fornisce una panoramica sulla sorveglianza di oltre 50 malattie infettive attualmente a notifica obbligatoria nell’Ue. Il documento presenta sia i dati del 2010 sia l’analisi delle minacce di salute individuate nel 2011.
Risultati relativi alle zoonosi e malattie da vettori:
- Malattie trasmesse da acqua e cibo.
Le infezioni da Campylobacter sono le più frequenti infezioni gastrointestinali nell'Ue. I tassi riportati sono in aumento, la maggior parte dei casi sono sporadici, con alti picchi stagionali in estate. La carne di pollame è considerata la più importante fonte di origine alimentare dell'infezione, spiegando il 20-30% dei casi umani di Campylobacter.
L'infezione da Salmonella è la seconda malattia gastrointestinale in tutta l'Ue. L'incidenza di infezione da Salmonella è stata in costante calo dal 2004, in parte grazie ai maggiori controlli dell'Ue negli allevamenti di pollame. Tuttavia, i focolai di Salmonella sono ancora molti. Le malattie parassitarie come la Criptosporidiosi e Giardiasi, sono cause relativamente comuni di infezioni gastrointestinali in Europa ma sono soggette a sottostima e sotto-segnalazione. Esse sono spesso associate al trattamento insufficiente delle acque di approvvigionamento. Da segnalare il grande focolaio di Cryptosporidium a Östersund in Svezia nel 2010-11. La più grande epidemia di infezione da Escherichia coli (Stec) si è verificata in Germania nel 2011, a causa di un nuovo tipo di Stec correlato al consumo di germogli contaminati

- Malattie trasmesse da vettore
Le malattie trasmesse da vettore, in particolare la Malaria, la Dengue e la Chikungunya, rimangono un problema significativo per i Paesi Ue che spesso riportano casi tra viaggiatori di ritorno da Paesi in cui queste patologie sono endemiche. C’è però il rischio che queste infezioni si sviluppino anche a livello autoctono. In Spagna, Belgio e Grecia sono stati segnalati casi indigeni di malaria nel 2010 e un focolaio di malaria si è verificato in Grecia nel 2011. Due casi autoctoni di febbre Dengue e due di Chikungunya sono stati segnalati dalla Francia nel 2010. In Italia, i casi di Dengue sono quintuplicati, passando da 10 nel 2009 a 51 nel 2010 e a livello europeo è passata da 522 a 1.622 casi. La febbre del Nilo occidentale riemerse in Grecia nel 2010 sta diventando sempre più frequente nei Paesi del Sud-Est Europa . Parte di questo aumento è dovuto al miglioramento della sorveglianza.
- Resistenze agli antibiotici e infezioni correlate all’assistenza
La resistenza agli antibiotici in Europa continua a crescere specialmente per i patogeni Gram-negativi. L’aumento della resistenza antimicrobica osservata in Escherichia coli e in Klebsiella pneumoniae è continuata nel 2010, associata in particolare a ceppi multi-resistenti e beta-lattamasi a spettro esteso. Il problema emergente è senz’altro la resistenza degli enterobatteri (specialmente K. pneumoniae) ai carbapenemi.


Fonte: http://www.ecdc.europa.eu/en/Pages/home.aspx

Volpe positiva per Trichinella in provincia di Arezzo

Una volpe trovata morta nel comune di Arezzo è risultata positiva alle analisi per Trichinella spp. eseguite dalla sezione di Arezzo dell’Istituto Zooprofilattico del Lazio e della Toscana. Le larve sono state inviate all’Istituto Superiore di Sanità, Centro di riferimento internazionale per le trichinellosi, dove è stata identificata la specie Trichinella psudospiralis.


La volpe svolge il ruolo di animale serbatoio per Trichinella in particolar modo per Trichinella britovi e quest’ultima può trasmettersi ai suidi (domestici e selvatici, quale il cinghiale) e al cavallo attraverso l'ingestione di animali infestati ed infine trasmettersi all’uomo attraverso l’ingestione di carne cruda o poco cotta. La volpe è quindi considerata il migliore indicatore della presenza del parassita.
Recentissimo (gennaio 2013) l’episodio di 26 persone, cacciatori e loro familiari, colpite da trichinellosi (Trichinella britovi) nell’Alta Val del Serchio (LU) a seguito dell’ ingestione di salsicce di cinghiale crude contaminate.

Fonte: IZS Lazio e Toscana - 09/03 e 22/04


Allerta per l'epidemia di Dengue in Brasile e Paraguay

Brasile: oltre 41 mila casi sospetti di Dengue, malattia trasmessa dalla zanzara Aedes aegypti. Sono già 35 le città dello Stato di Rio de Janeiro colpite dall’epidemia, il che corrisponde al 38% dei Comuni locali, in base a informazioni confermate dalla segreteria statale di Salute. Stando ai dati più recenti, l'epidemia ha avuto un aumento del 38% a livello geografico e del 24% per numero di casi registrati, rispetto allo stesso periodo del 2012.
In paraguay: 32 morti dall'inizio dell'anno. I casi di dengue confermati da quando è stato lanciato l'allarme per l'epidemia sono ben 31.866. L'anno scorso nel paese sono decedute per tale malattia 70 persone. prima del 2007 in tutto il Paese non si erano mai registrati morti per Dengue.

Fonte: Agi 15 marzo 2013 e www.healthmap.org/dengue/



30 aprile 2013

Morsi di animali: un rilevante problema di Sanità Pubblica

L’Oms ha pubblicato una nota informativa sui morsi di animali all’uomo e le conseguenze sanitarie che possono provocare: i morsi di animali infatti, in particolare quelli di serpenti, cani, gatti e scimmie, rappresentano una causa rilevante di infezioni e mortalità nel mondo.
L’impatto sulla salute umana può dipendere dalla specie e dallo stato di salute dell’animale, dalla persona (adulto, bambino, in salute o meno) e dall’accessibilità a cure adeguate.
5 milioni di persone all’anno vengono morse da serpenti soprattutto in Africa e Sud-Est asiatico. Le circa 600 specie di serpenti velenosi causano 2,4 milioni di casi di avvelenamento, un numero di morti che si aggira tra i 94 e i 125 mila l’anno e oltre 400mila amputazioni e altre gravi conseguenze.
10 milioni di persone, con una netta prevalenza di bambini, vengono morse da cani in un anno. Solo negli Usa 4,5 milioni di persone l’anno vengono morse da cani, 855mila vengono visitate in strutture sanitarie e 30mila subiscono interventi chirurgici ricostruttivi. Una percentuale tra il 3-18% delle persone morse sviluppano infezioni. Fra i paesi sviluppati, Australia, Canada e Francia registrano incidenze simili. I dati dei paesi a basso e medio reddito sono più frammentati, ma gli studi suggeriscono che i cani siano responsabili del 76-94% dei morsi di animali. La rabbia rappresenta un problema in particolare per questi paesi e causa ogni anno 55mila decessi, la maggior parte causati da morsi di cani rabbiosi.
I gatti sono responsabili per il 2-50% delle ferite da morso. In Italia l’incidenza delle ferite causate da morsi di gatto è di 18 su 100mila abitanti. Negli Usa si registrano 400mila morsi l’anno e 66mila accessi ai reparti di emergenza degli ospedali.
Le scimmie sono responsabili del 2-21% di ferite da morso e i soggetti a rischio sono soprattutto i viaggiatori. L’Oms sta lavorando per affrontare questo problema di sanità pubblica: per i morsi di serpente ha lanciato vari strumenti che costituiscono una guida per lo sviluppo, distribuzione e amministrazione degli antiveleno; per la rabbia auspica un maggior accesso ai trattamenti post esposizione promuovendo campagne di prevenzione e controllo ed estendendo l’immunizzazione della popolazione canina. Sui morsi da animali in genere ritiene prioritarie iniziative volte alla raccolta dati per determinarne i fattori di rischio, al rafforzamento dei servizi di emergenza per le persone colpite; alla promozione iniziative di ricerca che si concentrino sull’efficacia degli interventi di prevenzione sulle popolazioni maggiormente esposte.


10 aprile 2013

Virus H7N9 - Link per aggiornamenti

Per rimanere costantemente aggiornati sulle evoluzioni epidemiologiche del virus dell'influenza A (H7N9), che ha già provocato 9 vittime in Cina,  consultare il sito del Ministero della Salute www.salute.gov.it e il blog realizzato e gestito dal dr. Daniel Fiacchini (Dirigente Medico Servizio Igiene e Sanità Pubblica Fabriano)  http://pandemitalia.blogspot.it

8 marzo 2013

Allo studio un vaccino per la leishmaniosi umana

Il rischio di reintroduzione di alcune malattie esotiche portate da vettori in Europa è diventato un argomento di attualità. Focolai di leishmaniosi sono stati riscontrati recentemente in tutti i paesi del sud dell'Europa, con 700 casi tra gli esseri umani autoctoni riportati ogni anno (3950 se si include la Turchia).
La leishmaniosi è una malattia diffusa dalla puntura del flebotomo femmina. I sintomi della leishmaniosi cutanea comprendono: difficoltà respiratorie, infiammazioni cutanee che possono diventare ulcere della pelle, naso tappato, diarrea, febbre, vomito e affaticamento, per citarne solo alcuni. La morte sopraggiunge per altre complicazioni da altre infezioni piuttosto che per la malattia stessa. La malattia si diffonde a causa di diversi fattori di rischio, uno dei quali è il clima. Le attuali strategie di cura comportano vari farmaci, l'uso dei quali è collegato allo sviluppo della resistenza. Inoltre tali cure sono di solito piuttosto costose rispetto alla reale ricchezza delle nazioni colpite.
Per risolvere questo problema, un consorzio internazionale di sette partner formato da paesi delle aree endemiche ha affrontato la questione attraverso il progetto RAPSODI. Il progetto è finanziato dall'UE nell'ambito del programma HEALTH-2007-2.3.4-2 del Settimo programma quadro (7º PQ) con lo scopo di sviluppare un vaccino sicuro ed efficace che generi una risposta immunitaria ampiamente protettiva contro la maggior parte di tutte le specie di leishmania che causano la leishmaniosi in tutto il mondo. Un vaccino unico sarebbe così in grado di proteggere le persone a rischio dai vari fenotipi clinici (e cioè la leishmaniosi viscerale, cutanea e mucocutanea, LV, LC e LM rispettivamente).
Inoltre, il progetto RAPSODI ha proposto di determinare tutte le relative misure necessarie per i successivi test clinici, come la selezione dei pazienti eleggibili e la valutazione dell'efficacia del vaccino. Anche se il vaccino umano non sembra pronto per il momento, il progetto è riuscito a creare un protocollo comune per la diagnostica della malattia, favorendo una visione comune del problema globale della leishmaniosi che prende allo stesso tempo in considerazione le specificità regionali. Il progetto ha rinforzato la comunità di ricerca, sviluppando capacità dei Paesi e scientifiche nell'ambito della ricerca sullo sviluppo del vaccino per il controllo della leishmaniosi.

Fonte: www.fp7-rapsodi.eu/  

Le verdure battono i frutti di mare per intossicazioni alimentari

Uno studio dei Centers for Disease Control and Prevention di Atlanta conferma che le verdure sono la prima fonte di intossicazione alimentare. Lo studio pubblicato su Emerging Infectious Diseases rivela che negli Usa il primato per i casi intossicazione spetta ai vegetali, con 9,6 milioni di casi tra 1998 e 2008 e 1.500 morti. A molta distanza i frutti di mare: i mitili, spesso sul banco degli imputati, in realtà sono meno pericolosi di spinaci e lattuga. Sul totale, rappresentano solo il 3,4% delle tossinfezioni alimentari.
Le cause: “La maggior parte delle contaminazioni è dovuta a norovirus presenti durante la produzione, mentre le infezioni più presenti nel pollame sono quelle da salmonella e listeria”, spiegano i ricercatori analizzando i dati del mercato americano. Le verdure a foglia larga rappresentano il 23% di tutti i casi sanitari, seguite da latticini, frutta e pollame. La carne pollo, per i dati Usa, è invece la prima responsabile di mortalità per cause alimentari: 19% dei casi.

Fonte: http://wwwnc.cdc.gov/eid/

Malattie tropicali: la Dengue è la più pericolosa

L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha presentato il II rapporto sulle malattie tropicali neglette che evidenzia i progressi senza precedenti raggiunti nel corso degli ultimi due anni con riferimento a 17 malattie fra cui Dengue, Rabbia, Malattia di Chagas, Leishmaniosi, Echinococcosi. Lancia anche l'allarme: la più pericolosa è la Dengue.
In forte crescita sul pianeta la malattia potrebbe aver gia' infettato 50 milioni di persone in tutto il pianeta ed ha, afferma l’OMS, le potenzialità per diventare pandemica. La malattia e' trasmessa da un virus che 'viaggia' con alcune specie di zanzare e la diffusione e' facilitata dal movimento di persone e beni, soprattutto piante di bambù e copertoni usati, oltre che dalle inondazioni legate ai cambiamenti climatici.
Nel 1950 la malattia era diffusa solo in pochi paesi, sottolinea l'agenzia Onu, mentre ora sono 125 le nazioni che hanno riportato casi e lo scorso anno si e' avuto il primo grande focolaio europeo, sull'isola portoghese di Madeira: "I casi segnalati sono 2 milioni - si legge nel comunicato - ma sono molti meno di quelli che in realtà si sono avuti. Le nostre stime parlano di 50 milioni di persone infettate ogni anno, mentre per alcune analisi indipendenti sono addirittura 100".
Analizzando i progressi nel controllo delle singole malattie, il documento indica come obiettivo progressivo l'eliminazione o eradicazione delle malattie tropicali neglette entro il 2020; sottolinea la necessità di lavorare a stretto contatto con il settori dell'istruzione, l'agricoltura e la sanità pubblica veterinaria nei programmi di controllo delle malattie.

Fonte OMS: 18.01.2013